Franco Valier ha passato la palla…

Sabato 21 maggio all’età di 74 anni è scomparso a Padova Franco Valier, azzurro n. 233.
Figura storica del rugby nazionale e del Petrarca Padova, Valier, veneziano di nascita, aveva conquistato con la maglia petrarchina cinque scudetti consecutivi tra il 1969 ed il 1974, mettendosi in mostra come flanker dalla grande aggressività. Valier è uno di quel gruppo che nel 1969 vinse il primo e poi di seguito altri 4 scudetti nel teatro del Tre Pini, giocando quasi tutte le partite (22 all’anno) perdendo la prima perché il lunedì al suo primo giorno in banca non ci poteva andare ammaccato. Una squadra che i ragazzini allora recitavano a memoria. Il Petrarca l’aveva preso dal Parma, lavorava e studiava Economia, e il club bianconero che allora era quasi una lobby gli trovò il lavoro in banca e poi nella Icomsa di Pino Bottacin, ex mediano petrarchino. Le sue doti lo portarono poi ad indossare l’azzurro in sette occasioni (la prima nel 1968 a San Donà di Piave contro la Jugoslavia), chiudendo la propria carriera internazionale quattro anni più tardi, proprio a Padova con un pareggio interno contro il Portogallo con il curioso punteggio di 0-0. Doveva salire pure Valier nel volo per Algeri (per l’inaugurazione dell’ateneo locale) con Bottacin e 7 ingegneri universitari che nel 1978 precipitò vicino a Rieti. Non c’era posto e gli fu chiesto di partire il giorno dopo… Impressionante il ricordo del passaggio di consegne della presidenza quando Geremia, una mattina del 1994, in sella alla sua Bianchi lo raggiunge per parlargli e lui sta già cercando la penna per firmare un assegno per il club. Un rito, ripetuto tante volte. Ma Memo stavolta è lì per dargli il suo posto e Valier racconta: «Chiesi perché io? Fissò lo sguardo davanti a sè in direzione Prato della Valle e disse, semplicemente: “Perché sto male. Valier! Tanto male”». E ancora: «Concluse così: “E, da ultimo, anche perché tu sei uno di quelli che dal Petrarca ha avuto. Hai giocato, hai vinto, ti sei divertito, ti sei affermato sul lavoro, sei persino diventato ricco. Sarà stato anche un poco merito tuo, non dico di no, però…” Non puoi tirarti indietro adesso che abbiamo bisogno di te». Successivamente, con la sua inestinguibile passione, aveva diretto il Petrarca Junior ed era stato anche presidente della Petrarca Impianti spa e degli “ Amici di Memo”


testo e immagini presi dal web

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